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Donne e diritto di famiglia in Marocco. Una riflessione storico-antropologica

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Introduzione Veloce

Autrice:Rossella Castellaccio., Presentazione di Franco Cardini., Saggio introduttivo di Fiorella Giacalone., COLLANA IL DIVANO OCCIDENTALE-ORIENTALE., pagine 248

Donne e diritto di famiglia in Marocco. Una riflessione storico-antropologica

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PRESENTAZIONE – Esistono sostanzialmente due modi per accostarci a questo libro tanto bello quanto sorprendente, così ricco non solo di dottrina giuridica e storico-antropologica, ma soprattutto vivo per la passione civica e umana che lo anima e per l’abbondanza delle testimonianze di prima mano, alcune toccanti per sincerità, intensità e coraggio. Una ricerca come questa, frutto di lungo studio e di paziente e intelligente indagine sul campo, costituisce senza dubbio un contributo formidabile alla vittoria su molti tra i reciproci pregiudizi che ancor oggi rendono ardua la comprensione tra il mondo musulmano e quello che – con un’espressione generica e molto imprecisa, che continuiamo tuttavia a usare per comodità – si usa definire “il nostro Occidente”. Il primo modo per adeguatamente approfittare della fatica di Rossella Castellaccio riguarda esclusivamente gli islamologi, gli studiosi di diritto musulmano, i ricercatori esperti nelle questioni arabo-berbere e maghrebine. Siamo infatti dinanzi a un lavoro specialistico che non presenta nulla, nella sostanza, di approssimativo, di generico e di divulgativo. Ma qui subentra appunto la seconda chiave per una buona lettura del lavoro. Fernand Braudel, nelle sue lezioni, usava spesso sconsigliare con foga, quasi con rabbia, chi fosse incompetente di qualcosa (e lo siamo tutti) e volesse introdursi alla conoscenza di una disciplina a lui ignota, di tentar di accedervi – a parte le normali letture propedeutiche e metodologiche in questi casi consigliate - cominciando con la lettura di qualcosa di “facile”, di “divulgativo”. Le cose divulgative, anche le migliori, sono in quanto tali sempre semplicistiche e semplicizzanti, tendono alla genericità, abituano ad accettare i vizi dell’approssimazione. Chi dunque non sa nulla del Maghreb o del Marocco, chi ignora tutto o quasi su arabi, berberi e sarawi, chi manca di conoscenze sulla splendida storia del Marocco sultanale, poi coloniale e quindi moderno e indipendente, si affidi con serenità a questo libro che non fa sconti, che obbliga a imparare diverse decine di termini arabi per essere ben compreso, ma dal quale si esce con la sensazione di aver sul serio incontrato una cultura fatta di uomini e di donne, di tradizioni e di rinnovamento, di carne e di sangue, non un fantasma nozionistico e cartaceo. Noi diciamo “Islam”, ma dovremmo forse pensarlo al plurale. Non esiste l’Islam, bensì gli Islam: e quanti come me non hanno una formazione islamologica né orientalista, ma hanno imparato a conoscerlo perché nel corso delle loro ricerche e dei loro viaggi se lo sono trovato di continuo dinanzi, hanno nella società marocchina proprio un termine di confronto fondamentale in quanto si sono forzatamente dovuti confrontare con il saggio di Clifford Geertz sul confronto tra l’Islam marocchino e quello indonesiano, due estremi non solo geoculturali. Il mondo marocchino, salvo forse in Francia e in Spagna – non a caso, i due paesi che lo hanno conosciuto in quanto oggetto della loro dominazione coloniale -, è oggetto abituale d’incomprensione, di sospetto, spesso di paura. Ciò potrebbe sembrare in contraddizione col fatto che si tratta di uno dei paesi musulmani e africani più spesso e densamente visitato dai turisti occidentali: eppure si direbbe che, nonostante il trionfo rosso-ocra delle città imperiali, l’esplosione dei colori dei mercati, il fascino della grande piazza di Marrakesh e della medina di Fez e l’attrazione di un artigianato e di una cucina di straordinaria raffinatezza, il radicato pregiudizio permanga refrattario a qualunque assalto della cultura e della ragione. Ancor oggi, in troppi dialetti e vernacoli italiani, “marocchino” è sinonimo di barbaro e d’ignorante. Gli eventi della seconda guerra mondiale, richiamati anche nella Ciociara di Alberto Moravia e divulgati dalle drammatiche scene del film che ne è stato tratto e che si è giovato dell’inetrpretazione di Sofia Loren e di Jean-Paul Belmondo, ha radicato presso l’opinione pubblica italiana una visione del Marocco e dei marocchini rispetto alla quale il libro di Rossella Castellaccio rappresenta un antidoto provvidenziale: al punto che, sulle prime, non mancherà di stupire se non di scandalizzare qualcuno. Conoscere in senso antropologico significa penetrare nella logica di una cultura che non è la nostra e “farla propria” dal suo interno, comprendendone la sua “ragione nascosta”. Per molti occidentali, per i quali la democrazia così come noi la intendiamo, i diritti umani e la parità dei sessi costituiscono dogmi naturalmente intangibili e indiscutibili, la spiegazione genetica della nuova Moudawana quale la Castellaccio ce la propone, sarà una scoperta sconvolgente. Siamo dinanzi a un paese “arcaico” e “tradizionalista” che quasi esclusivamente, dal suo stesso intimo, e con straordinaria coralità, scopre le nuove frontiere del diritto matrimoniale, dell’equilibrio familiare, delle prerogative della donna che ormai lavora e assolve a pubbliche funzioni. Una rivoluzione all’interno dell’Islam che esce dai logori schemi della “modernizzazione” e della “democratizzazione” per seguire una sua dignitosa e originale via di rinnovamento. Si parla molto, in questi giorni, di “risveglio arabo” e di “primavera araba”. Come per fortuna talvolta accade alle ricerche davvero meritorie, questo libro appare in un momento estremamente opportuno a meglio comprendere che cosa sta accadendo nell’Estremo Occidente del mono musulmano. E’ un libro di cui v’era obiettivamente bisogno. FRANCO CARDINI INDICE DEL VOLUME: 0.1 Presentazione storica di Franco Cardini 0.2 Introduzione antropologica di Fiorella Giacalone 0.3 PREMESSA (Rossella Castellaccio) I. IL MAROCCO: DAI DIARI DI VIAGGIO ALLA COLONIZZAZIONE I.I. Gli esploratori I.2. I resoconti di viaggio nel XVIII secolo I.3. Le origini dei Berberi: studi e teorie I.4. Il presupposti dell’espansione coloniale europea I.5 Il Prottetorato francese I.6. La politica coloniale della Francia 2. LA STORIOGRAFIA ETNO-ANTROPOLOGICA SUL MAROCCO 2.1. La Berberìa nella ricerca etnografica di Robert Montagne 2.2 Il Marocco per Clifford Geertz 2.3 Le società berbere nelle ricerche di Ernest Gellner 2.4 La documentazione etnografica di Dale F. Eickelman 2.5. Le donne marocchine nella ricerca di Vanessa Maher 3. IL DIRITTO ISLAMICO E LA NUOVA MOUDAWANA 3.1 Il Marocco nei primi anni del terzo millennio 3.2. I movimenti femminili 3. 3. L’Islam, il diritto shariatico e la famiglia 3.4. Il Codice della famiglia marocchino 3.5. Le caratteristiche principali del matrimonio islamico 3.6. Parentela di latte 3.7. Impedimenti temporanei al matrimonio 3.8. La poligamia nell’ortodossia islamica 3.9 La poligamia nella nuova Moudawana 3.10 Il sadāq (o mahr) 3.11 Il rapporto tra i coniugi 3.12 La consuetudine del ritiro legale 3.13 Il matrimonio tra cugini paralleli 3.14 Concepimento nella prospettiva islamica 3.15 Uomini e donne: le diverse possibilità di scioglimento del vincolo matrimoniale 3.16 Il divorzio nella nuova Moudawana 4 L’ATTUALE SOCIETA MAROCCHINA 4.1 I presupposti 4.2 Casablanca e Khenifra 4.3 Il campione 4.4 Donne marocchine tra tradizione e cambiamento 4.5. Le giovani ed il matrimonio 4.6 Il matrimonio Fatiha 4.7 Le donne incontrate nella ricerca 4.8 Cerimonie matrimoniali 4.9 Doveri e diritti delle spose 4.10 Dopo il divorzio 4.11 Magistratura tra legge e tradizione 4.12 Scolarizzazione femminile 4.13 . Donne e lavoro a Casablanca 4.14 Le opportunità di lavoro a Khenifra 4.15 Donne e denaro 4.16 Alcune note conclusive