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Una nuova sensazionale
scoperta per la storia della scherma dalla Sala d’Arme Achille Marozzo: la
trascrizione e l’analisi tecnica di un manoscritto di scherma non solo
inedito ma fino ad ora del tutto sconosciuto, opera di autore anonimo
italiano.
Quest’opera getta una nuova luce sulle scuole di scherma dell’Italia
centro-settentrionale tra la fine del XV e l‘inizio del XVI secolo: si
tratta infatti di un autore di transizione tra le scuole medievali e
quelle del primo Rinascimento, che utilizza sia guardie tipiche della
Scuola Bolognese sia guardie utilizzate da un autore medievale toscano
come Filippo Vadi. Questo antico maestro senza nome insegna un tipo di
scherma che risente fortemente degli insegnamenti degli autori medievali
ma ha molto in comune anche con la Scuola Bolognese, pur presentando un
gioco con una sua peculiare e vigorosa originalità.
Le discipline trattate vanno dalla spada a due mani, spada e scudo, picca,
fino alla spada sola, spada e daga, spada e cappa.
Ogni tecnica è stata commentata fornendo una guida all’interpretazione e
all’esecuzione.
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